Prevenzione dei tumori al seno e alle ovaie

Negli ultimi anni la crescente consapevolezza dell’importanza della diagnosi precoce per contrastare il cancro ha portato a una strategia di prevenzione tumore al seno che si muove su due livelli: primaria e secondaria.


Prevenzione primaria 

Questa strategia di prevenzione ha l’obiettivo di ridurre l’incidenza del cancro al seno tenendo sotto controllo i principali fattori di rischio. Tra le attività promosse per la prevenzione primaria ci sono innanzitutto una completa informazione e la promozione di abitudini di vita corrette. Inoltre, rientra in questa tipologia anche l’attenzione a fattori di rischio definiti “non modificabili”, come familiarità con casi di tumore, età e particolari profili genetici legati all’insorgere di tumore al seno.


Prevenzione secondaria

Questo secondo livello di prevenzione prevede le attività di diagnosi precoce. Attraverso la promozione di screening tumore al seno periodici si punta infatti a ridurre la mortalità, l’invasività degli interventi e la qualità della vita del malato. Nella prevenzione secondaria rientra quindi anche l’abitudine di “ascoltare” i segnali che manda il proprio corpo, come dolore o noduli al seno, per individuare tempestivamente i sintomi tumore al seno e scoprirlo nella sua fase iniziale per garantire cure efficaci. 


Prevenzione del tumore all'ovaio

Data la difficoltà nel riconoscere i sintomi del tumore ovarico, è importante che le donne si sottopongano a controlli periodici per poter intervenire precocemente nel trattamento del cancro alle ovaie. Si stima infatti che nel 75% dei casi il tumore alle ovaie viene diagnosticato tardivamente, quando lo stadio della malattia è già avanzato e gli interventi terapeutici hanno minore efficacia.

Una diagnosi precoce, ossia allo stadio I e II della malattia, è quindi fondamentale per garantire il successo delle terapie mediche. La prevenzione tumore alle ovaie deve pertanto partire non solo dalla conoscenza dei principali sintomi (come dolore alle ovaie, disturbi dell’appetito, ecc.) ma anche dei fattori di rischio di questa malattia, per poter attuare un piano di controlli medici che permetta un intervento terapeutico tempestivo in caso di diagnosi positiva. La prevenzione del tumore all’ovaio per chi ha fattori ereditari è possibile con gli screening genetici; tuttavia, secondo un’indagine, 7 donne su 10 non conoscono questi test, che negli ultimi anni hanno aperto importanti scenari nella prevenzione.

I principali fattori di rischio sono:

  • un’età superiore ai 50 anni;
  • menopausa tardiva e nessuna gravidanza;
  • fattori ereditari, come casi di tumore al seno e all’ovaio in altri membri della famiglia e trasmissione dei geni BRCA1 e BRCA2;
  • precedente tumore al seno; 
  • terapia ormonale di lunga durata;
  • fattori ambientali ed esposizione a sostanze nocive.


Riferimenti bibliografici

  • Airc –Dati sul tumore al seno
  • Nastro Rosa 2014 – LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)
  • Pubblicazione Nastro Rosa 2014 – LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)
  • Sito AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro www.airc.it
  • Ospedale clinicizzato ss. Annunziata – pubblicazione informativa su tumore al seno
  • I numeri del cancro 2014 – pubblicazione a cura di Aiom, Ccm e Artum
  • A comprehensive focus on global spectrum ofBRCA1 and BRCA2 mutations in breast cancer – Hindawi Publishing Corporation, BioMed Research International, Volume 2013, Article ID 928562
  • Campagna d’informazione e sensibilizzazione sul tumore ovarico “Scatti d’energia” promossa da ACTO onlus – intervista alla dott.ssa Nicoletta Colombo
  • Il cancro dell’ovaio, a cura della Lega svizzera contro il cancro, Berna
  • I numeri del cancro 2014 – pubblicazione a cura di Aiom, Ccm e Artum
  • Cancro all’ovaio – guida a cura della European Society for Medical Oncology (ESMO)
  • SDN – Istituto di Ricerca Diagnostica e Nucleare
  • Sito AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro www.airc.it
  • Ricerca Doxapaharma/Acto onlus 2015 – Carcinoma ovarico, rischio genetico e test genetici: ma cosa ne sappiamo?

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