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Per la prima volta in Italia cure a domicilio per le pazienti con tumore al seno

Le cure oncologiche a casa possono far risparmiare tempo, fatica e stress, migliorando la qualità di vita delle pazienti che hanno subito un intervento per un tumore al seno.

A partire dal 28 febbraio sarà possibile ricorrere alle cure a domicilio per le pazienti di Napoli o in cura presso l'Istituto Nazionale dei Tumori Fondazione Pascale, che ha attivato questo progetto.

Michelino De Laurentiis, Direttore del Dipartimento di oncologia senologica e polmonare dell'Istituto Pascale, ha spiegato che si tratta di un importante cambio di 

ottica. Un progetto unico a livello mondiale, tanto che sarà studiato per poterlo estendere in altri luoghi.
Il programma si chiama "HERHOME" e prende il nome dalla neoplasia Her2 positiva, una forma diagnosticata in 1 caso su 5 di tumore al seno. 


De Laurentiis ha spiegato che si parla di circa 10/12 mila donne ogni anno. Il farmaco è biologico e fa parte di una terapia che solitamente deve essere seguita per 9/10 mesi, ovvero per un lungo periodo. Per somministrare il farmaco il medico pratica un'iniezione sottocutanea che sostituisce l'infusione endovenosa effettuata in ospedale.

I vantaggi sono tanti. Viene ridotto lo stress per le pazienti, che non devono più recarsi in un luogo in cui ci sono altre situazioni di sofferenza, evitando anche uno spostamento che ha un costo economico e di organizzazione lavorativa. Vengono ridotti i tempi, in quanto per l'iniezione occorrono 5 minuti mentre per l'infusione 50/60.

L'infusione endovenosa richiede un impegno da parte del personale sanitari, per la preparazione e il dosaggio, con un potenziale rischio di errore, mentre 

l'iniezione consiste in una dose fissa.
Le strutture sanitarie non vengono impegnate, così che possano concentrarsi sulle pazienti che necessitano di infusioni in ospedale.

Con la cura domiciliare vengono ridotti i costi, per esempi quelli del personale dedicato alla preparazione e alla pratica dell'infusione. Esistono vari studi che hanno dimostrato che con le terapie domiciliari si vanno a risparmiare 4 mila euro ogni anno, per un intero ciclo di somministrazione.

Il programma è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione della casa farmaceutica Roche, che ha accolto la proposta e si è resa disponibile di compensare i costi della domiciliazione.

Le pazienti che vogliono accedere a questo programma devono farne richiesta e possono cambiare idea in qualsiasi momento. Saranno raggiunte da un medico che effettua l'iniezione e rimane reperibile nelle due ore successive, come previsto dal protocollo. Se dovessero esserci effetti collaterali (evenienza rara) potrebbero intervenire nell'arco di cinque minuti, grazie al kit di cui è dotato. La paziente può contattarlo tramite un cicalino che le viene consegnato dal medico e poi restituito alla fine della prestazione.

L'oncologo ha spiegato che inizieranno con due pazienti, ma saranno una settantina in totale quelle che potranno usufruire di questo servizio.

Il programma è un lavoro di squadra che ha coinvolto anche il servizio farmaceutico regionale. È un'idea di Stefania Pisani, veterinaria di 55 anni scomparsa a luglio del 2018, che aveva espresso il desiderio di far diventare le cure oncologiche domiciliari.
Il dottor De Laurentiis si è preso caricoo di questo progetto e la speranza è che venga in futuro esportato.


Fonte:
donnamoderna.com

 

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Tags: tumore Tumore al seno Terapia ricerca

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