BRCA Sorgente Blog - ultime notizie dal mondo della genetica

Tumore al seno maschile: diagnosi tardive e cure meno adeguate

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica "Jama Oncology" ha svelato che i casi di tumore al seno maschile sono in aumento.
Gli uomini presentano tassi di mortalità più elevati rispetto alle donne soprattutto nel periodo successivo alla diagnosi.
La disparità nella mortalità è associata ad analisi tardive e alle cure meno adeguate.

Nel 2019 sono stati stimati 500 casi in Italia, dato in crescita rispetto agli anni precedenti. Secondo i numeri del National Cancer Database, tra il 2004 e il 2014 ci sono state 16mila diagnosi nel mondo. Questi dati sono inferiori a quelli che riguardano le donne, ma sono comunque in aumento.
I pazienti maschi sono più anziani rispetto alle donne con una media di 63,3 anni.
Questa patologia maschile è molto rara e rappresenta lo 0,3% di tutti i tumori. La prevenzione e l'attenzione devono sempre mantenersi alte.

Francesco Bartelli, direttore della Uoc di Radiodiagnostica dell'Av2 – Asur Marche, ha parlato di questo tumore spiegando su La Stampa come comportarsi di fronte ai sintomi.

Il tumore al seno maschile viene considerato più raro in quanto il tessuto ghiandolare è ridotto rispetto a quello delle donne e c'è una minore esposizione agli estrogeni, in quanto nell'uomo l'effetto è bloccato dagli ormoni maschili che impediscono la crescita del seno.

Ci sono due aspetti che vanno tenuti sotto controllo per i pazienti a rischio. Il primo è legato alle patologie maschili che inducono la produzione di estrogeni, come l'obesità o la sindrome di Klinefelter (malattia genetica con un cromosoma X in più). Il secondo riguarda la familiarità.

Bartelli ha spiegato che il 15% di questi tumori nasce nelle famiglie in cui vi sono almeno tre soggetti entro il secondo grado di parentela che hanno avuto la patologia. Il restante 85% è casuale.
Le alterazioni genetiche di tipo BRCA1 e BRCA2 sono importanti. Il BRCA2 ha un'incidenza maggiore negli uomini.

Colpisce maggiormente le persone tra i 60 e i 70 anni ma c'è un aumento nei soggetti più giovani. Sono a rischio gli individui con cirrosi epatica, le persone obese e quelle con mutazioni genetiche.
L'obesità induce una conversione di ormoni maschili in estrogeni circolanti maggiori per via di un enzima presente nel tessuto adiposo. L'alcool, la cirrosi epatica e gli elementi zuccherosi sono dannosi.

Per l'uomo avere una quantità di tessuto mammario minore vuol dire che è più facile capire se c'è qualcosa di anomalo. La possibilità è che si vada a formare un nodulo non dolente retroareolare (dietro al capezzolo), visto che il tessuto ghiandolare si trova lì. Questi noduli non vanno sottovalutati. Un nodulo da ginecomastia è dolente.

Bartelli consiglia l'autopalpazione e nel caso l'uomo avverta qualcosa di anomalo deve recarsi dal medico ed effettuare un'ecografia.
Se il radiologo riscontra un nodulo sospetto svolgerà un esame sul paziente per valutare l'eventuale presenza di una patologia, effettuando anche una mammografia ed effettuando procedure interventistiche come l'esame citologico (biopsia mammaria).

Se viene diagnosticato un tumore al seno il paziente deve andare dal chirurgo, che tratterà la malattia nello stesso modo di una mammella femminile. Il paziente deve effettuare un intervento e le terapie ormonali.
Il controllo viene fatto nello stesso modo della patologia mammaria femminile, con un follow-up che dura cinque anni.


Fonte:
lastampa.it

Print
- Comments
blog comments powered by Disqus

Name:
Email:
Subject:
Message:
x

Richiedi informazioni

Clicca qui o chiamaci al numero 02 3670 5871.
Siamo a tua disposizione per una consulenza genetica gratuita