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Tumore alle ovaie: nuovo studio sul presunto legame con il talco

Esiste una correlazione tra talco in polvere e tumore alle ovaie? La questione, ogni poco, torna sotto i riflettori, spesso a causa delle notizie di maxi risarcimenti richiesti alle aziende dai pazienti. Altre volte se ne parla per la pubblicazione di nuovi risultati che smentiscono questo legame.
Il tumore alle ovaie è una malattia difficile da curare, che non offre tanti appigli alle strategie di prevenzione o di diagnosi precoce.

L'ultima revisione di dati dedicati al talco e al tumore alle ovaie è stata firmata da un gruppo di epidemiologi statunitensi. Gli autori hanno lavorato sui dati provenienti da 4 coorti di donne, più di 250.000 in totale. È stato scoperto che non vi sono correlazioni significative tra l'uso del talco in polvere e il rischio di sviluppo del cancro ovarico. I risultati sono stati pubblicati su "Jama".

Il talco è stato usato per l'igiene e la cosmesi di bambini e adulti, per profumare, per tenere asciutte le parti del corpo. Molte donne hanno usato il talco sui dispositivi da collocare all'interno della vagina, come i diaframmi anticoncezionali. Non esiste solo il famoso borotalco, ma il talco viene usato come componente fondamentali in diversi cosmetici, ma anche in altri prodotti come materiali per l'edilizia e pentole.
Nelle miniere in cui viene estratto, a seconda dei giacimenti, potrebbe esserci la presenza di amianto o asbesto, entrambi molto pericolosi.

L'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'OMS, l'IARC, ha il compito di analizzare sostanze, agenti o elementi e determinare se aumentano o meno il rischio di sviluppo di tumore.

Secondo l'IARC l'amianto è cancerogeno per l'uomo, così come il talco contenente amianto. Nel 2010 l'agenzia ha classificato il talco non contenente asbesto nel gruppo 2, ovvero non cancerogeno nell'uomo. Per prudenza l'uso perineale del talco in polvere è stato messo nel gruppo 2B, ovvero forse cancerogeno per l'uomo.

Nel corso dei decenni diversi studi hanno rilevato un'associazione tra i tumori dell'ovaio e il talco. Si tratta di studi caso-controllo, nei quali sono state esaminate le abitudini di donne colpite dalla malattia, quantificano l'uso den talco. Altri lavori hanno utilizzato una metodologia diversa, ovvero sono stati condotti studi di coorte che hanno seguito le abitudini di un numero molto alto di donne per tanti anni. A posteriori sono stati rilevati i casi di tumori dell'ovaio e gli esperti hanno valutato se ci fosse un alto numero di donne che utilizzano di talco. Risposta che è stata negativa.

Le cronache giudiziarie estere, ogni tanto, hanno riportato di cause individuali o collettive contro aziende produttrici di polveri di talco (soprattutto Johnson & Johnson).

La logica dei giudici per decidere per il risarcimento non è uguale a quella della ricerca scientifica che valuta l'esistenza di un rischio aumentato. In assenza di prove scientifiche diverse sentenze hanno riconosciuto la necessità di risarcire la parte debole e di riconoscere le responsabilità a carico dell'azienda.
Le cause sono tantissime e le richieste di risarcimento aumentano per via di pronunciamenti opposti in appello.

Secondo il Los Angeles Times la compagnia si trova ad affrontare 17.000 cause in cui è accusata la di aver nascosto che la baby power fosse contaminata di amianto.
Non esiste, quindi, nessuna connessione tra il talco e il tumore alle ovaie.

Fonte:
fondazioneveronesi.it

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Tags: tumore ovaio tumore ricerca

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